venerdì 30 novembre 2012

La Leggenda del Vischio


Il vischio come simbologia del natale si lega ad una leggenda che ha molto a che vedere con la tradizione cristiana e con le favole di morale, si narra infatti che un vecchio mercante si era ritirato a vivere da solo tra i monti. 

Il vecchio per tutta la vita aveva lucrato sulle merci vendute e ora si ritrovava alla fine della sua vita da solo e senza amici, dato che non si era neanche mai voluto sposare. Una notte, in preda all’insonnia che ormai lo accompagnava da molto tempo, l’uomo uscì di casa e lì venne attratto da voci e da mani che gli dicevano: Fratello, non vieni con noi fratello?

Come poteva qualcuno dire a lui “fratello”, a lui che si era sempre comportato come un avido mercante quale era, ma decise di seguire ugualmente quelle persone festanti che si stavano dirigendo verso Betlemme.

Lungo il cammino il mercante continuava a domandarsi se fosse davvero possibile che lui, lui che aveva sempre maltrattato le persone per un soldo in più, si trovasse ora in mezzo a gente che lo chiamava fratello.

Finalmente il corteo giunse a destinazione, e tutti si inginocchiarono di fronte alla culla di Gesù bambino, lodandolo e portando doni. 

Anche i più poveri portavano dei doni, felici di poter rendere omaggio a Gesù Bamnino, e il vecchio non aveva nulla, lui che era ricco si stava presentando a mani vuote. 

Quando arrivò il suo turno si inginocchiò davanti alla culla e si mise a piangere chiedendo perdono, perdono per aver fatto soffrire tante persone e per essere sempre stato avido. Pianse così sinceramente che dopo la notte, quando la rugiada brillava sotto i primi raggi del sole, le gocce di pianto erano ancora lì, ma in mezzo a queste lacrime spuntavano due foglioline. Era nato il vischio.

Questa la leggenda, il vischio è una pianta che si addice al Natale perché è un sempreverde stagionale con cui da secoli si usano fare decorazioni per tavole, porte e finestre e che da sempre ha condito le usanze culturali. 

Il bacio sotto il vischio, o mettere il vischio sulla porta per tenere lontani gli spiriti cattivi sono tutta una serie di piccole usanze legate appunto ad antiche tradizioni popolari.



Preghiera

Smetti di tormentarti per qualcosa
e lascia semplicemente che gli eventi si dispieghino.
Non permettere che l'ansia ti incateni e ti accechi,
ma impara invece a scaricare i tuoi fardelli su di Me
e a camminare lungo i Miei sentieri.
Non posso servirmi di te quando sei impastoiato in te stesso
e non riesci a vedere la foresta a causa degli alberi;
perciò, rilassati e lasciati andare.
Soffermati con tranquillità sulle meraviglie della vita.
Lascia che la tua mente dimori in Me:
apri gli occhi ed osserva la Mia presenza in ogni cosa,
e rendiMene eternamente&grazie.
Quando sei in grado di vederMi in ogni cosa,
il tuo cuore è così colmo che non puoi fare a meno di provare gratitudine;
essa ribolle semplicemente nel tuo cuore e trabocca all'esterno.
Non puoi nascondere un cuore colmo d'amore e di gratitudine,
giacché esso si riflette agli occhi di tutti.
Quando sei in uno stato di gioia e di gratitudine,
attiri a te gli altri:
tutti amano stare in compagnia di un'anima che trabocca d'amore,
poiché l'amore attira l'amore.
(da: "Eileen Caddy - Le porte interiori - Amrita)


Non abbiamo spaventato Dio (Luca Peyron)

Silenzio.
Attesa.
Sì: non abbiamo spaventato Dio.
Nonostante le nostre guerre, le nostre urla, i nostri schiamazzi inutili non abbiamo spaventato Dio.
Nonostante gli sprechi, gli scandali e la tecnocrazia non abbiamo spaventato Dio.
Nonostante la fame, l'ignoranza, l'inadeguatezza della nostra povera umanità non abbiamo spaventato Dio.
Silenzio.
Attesa.
Ma ne sei sicuro?
Sì: nonostante l'uomo si sia abituato a tutto, perfino a se stesso, non abbiamo spaventato Dio.
Ancora una volta si apre la notte del tempo, ancora una volta Lui non rinuncia a farsi piccolo, a spezzarsi per poterci accompagnare, di nuovo, su quei frantumati sentieri che abbiamo minato, su cui ci smarriamo, su quei sentieri che in salita, a fatica, percorriamo.
Silenzio.
Attesa.
Grazie, Signore, per essere quella unità che tanto ci manca, anche quest'anno.
Con tutto il cuore, che la carezza dell'eterno sorrida al tuo tempo.


....piccola riflessione....

Avvento, tempo di attesa, momento di conversione, periodo di preparazione.
Anche quest'anno le nostre città si stanno riempiendo di luci colorate,
di addobbi, di musica...sembra che si stiano preparando per un evento
importantissimo, e Dio non voglia che questo evento sia "come spogliare
gli italiani dalle tredicesime"! Dio si è fatto povero ed ha scelto di nascere
in una mangiatoia per animali, e noi ci diamo da fare per coprirci di regali
spesso inutili o superflui, di vestiti, di leccornie, di ori....Dio ha aperto le
sue mani a tutti, ma proprio a tutti gli uomini, e noi chiudiamo il nostro
cuore e le porte delle nostre case a coloro che mendicano anche solo
un sorriso...Dio ha preso la nostra carne e si è fatto uomo,
e noi non lo degniamo di uno sguardo!
Ma che Natale sarà questo del 2003?
Ancora panettoni, cene, regali? MA NON E' QUESTO CHE VUOLE IL SIGNORE!!!
Proviamo a spogliarci un po' di tutta la zavorra che ci portiamo dietro,
dei nostri denari, dei nostri beni, del nostro cuore indurito...
proviamo a guardare l'altro con Amore e non più con superbia...
proviamo ad accogliere nella nostra casa coloro che casa e riparo non hanno...
forse il Natale sarà diverso, più povero
esterirormente, ma il nostro cuore scoppierà di gioia, le
nostre mani non potranno contenere tutti i beni che Gesù ci elargirà,
la nostra casa finalmente sarà un luogo di gioia e di accoglienza!
Buon Avvento...in cammino incontro al Signore che viene,
perché Lui ci sarà, ma noi? Avremo tempo per essere puntuali all'appuntamento?

Vieni Signore (canto di Avvento)



E' uno dei canti più significativi per aprire il Tempo di Avvento. 

Un canto molto leggero e adatto per il canto d'inizio in Chiesa. 

Prestare molte attenzione alle strofe che lanciano un 

messaggio di speranza nonostante il mondo vada sempre 

verso la destabilizzazione. Tocca a noi testimoniare con il 

quotidiano e portare la speranza di Luce di Verità a chi ci è 

accanto.

giovedì 29 novembre 2012

Mercatini di Natale Bolzano


La calda atmosfera nataliza tra i mercatini di Bolzano

I Mercatini di Natale di Bolzano ti regalano un tuffo nella magica atmosfera della tradizione dell’Avvento alpino. Per l’appuntamento più atteso dell’anno, Bolzano si veste dei suoni e dei colori del Natale.

Piazza Walther si anima con la bancarelle del Christkindlmarkt, che propongono i prodotti tipici della regione: fantasiose decorazioni per l’albero, oggetti artigianali in legno, vetro e ceramica, pantofole in feltro, stoffe tradizionali, pasticceria natalizia e gustose specialità gastronomiche come le deliziose frittelle di mele e il tradizionale dolce del Natale bolzanino, lo Zelten.


Venite avvolti dall’atmosfera natalizia, con le centiania di luci che illuminano le vie del centro, le tradizionali melodie che si odono come sottofonodo…e tra un’acquisto e l’altro fermatevi a bere una buona tazza di tè o vin brulé servito nelle originali tazzine del Mercatino di Natale diventate ormai un vero oggetto di collezione.


La leggenda della stella di Natale


Era la vigilia di Natale, in fondo alla cappella , Lola, una piccola messicana, in lacrime pregava: 
" Per favore Dio mio, aiutami! Come protrò dimostrare al bambino Gesù che lo amo? non ho niente, neanche un fiore da mettere a piedi del suo presepe "  
D'un colpo apparve una bellissima luce e Lola vide apparire accanto a lei il suo angelo custode. 
" Gesù sa che lo ami, Lola, lui sa quello che fai per gli altri.  Raccogli solo qualche fiore sul bordo della strada e portalo qui."  disse l'angelo.
"Ma sono delle cattive erbe, quelle che si trovano sul bordo della strada" rispose la bambina.
 " Non sono erbe cattive, sono solo piante che l'uomo non ha ancora scoperto quello che Dio desidera farne. " disse l'angelo con un sorriso .
Lola uscì e qualche minuto più tardi entrò nella cappella con in braccio un mazzo di verdure che depositò con rispetto davanti al presepe in mezzo ai fiori che gli altri abitanti del villaggio avevano portato. Poco dopo nella cappella si senti un breve sussurro, le erbe cattive portate da Lola si erano trasformate in bellissimi fiori rossi, rosso fuoco.
Da quel giorno le stelle di Natale in Messico sono chiamate   "Flores de la Noce Buena", fiori della Santa Notte



GUIDO GOZZANO : la leggenda dell'abete

Viveva un tempo, nella Foresta Nera, un uomo di nome Andrea, che fabbricava oggetti di legno intagliato: cucchiai, forchette e bambole.
Lavorava molto, ma guadagnava poco per mantenere la moglie e i due figlioletti.
Un anno lavorò moltissimo per tutta l'estate e per tutto l'autunno, senza riposo, finché venne l'inverno. Voleva portare tanti soldi a casa e fare due bei regali ai suoi bambini, per il Natale.
Andrea partì dunque, due giorni prima di Natale, con la slitta stracarica di cucchiai, di forchette e di bambole e traversò la foresta coperta di neve.
Riuscì a vendere tutto ai signori della città ed era felice perché aveva incassato cento monete d'argento e cinque monete d'oro.
Comprò i regali per i suoi bimbi e riprese la via del ritorno, attraverso la Foresta Nera.
Ma venne una bufera di neve e Andrea si smarrì...
Tic tic tic!
Chi è? Chi mi cerca?
Sono io, signor scoiattolo!
Chi io?
Il picchio che picchia. Ho bisogno di un consiglio.
Poco lontano da qui, ho visto Andrea nella bufera. Ha perduto la strada di casa.
È disperato. Bisogna aiutarlo.
Come si fa?
disse lo scoiattolo.
Ci vorrebbe un lume. Aspetta! Ho una idea. Va' a chiamare tutti i tuoi fratelli, i picchi che picchiano, poi andrete insieme nella chiesa della città a prendere le candele accese.
Subito il picchiò andò a chiamare i picchi suoi fratelli e tutti insieme volarono fino alla chiesa della città dove la gente aspettava la mezzanotte di Natale.
Nessuno sa come la porta si aprì, i picchi raggiunsero l'altare, presero ciascuno una candela accesa e uscirono uno dopo l'altro.
Anche la gente, rimasta al buio, uscì dalla chiesa. Qualcuno gridò:
 " Guardate! I picchi con le candele accese si dirigono verso la Foresta Nera!"
E fu così che Andrea vide venire avanti tanti piccoli lumi.
I lumi si posero sulla punta dei rami dell'abete, sotto il quale Andrea, sfinito e quasi morto, si era rifugiato.
Tutta la foresta intorno si illuminò.
L'uomo si alzò, si guardò intorno meravigliato e gridò con gioia:
"Ecco la mia casa, laggiù, fra gli alberi!"
Da allora tutti vollero che l'albero di Natale fosse illuminato.


GUIDO  GOZZANO : la leggenda dell'abete

mercoledì 28 novembre 2012

La Notte Santa – Guido Gozzano


Consolati, Maria, del tuo pellegrinare!
Siam giunti. Ecco Betlemme ornata di trofei.
Presso quell’osteria potremo riposare,
ché troppo stanco sono e troppo stanca sei.
Il campanile scocca
lentamente le sei.
- Avete un po’ di posto, o voi del Caval Grigio?
Un po’ di posto per me e per Giuseppe?
- Signori, ce ne duole: è notte di prodigio;
son troppi i forestieri; le stanze ho piene zeppe
Il campanile scocca
lentamente le sette.
- Oste del Moro, avete un rifugio per noi?
Mia moglie più non regge ed io son così rotto!
- Tutto l’albergo ho pieno, soppalchi e ballatoi:
Tentate al Cervo Bianco, quell’osteria più sotto.
Il campanile scocca
lentamente le otto.
- O voi del Cervo Bianco, un sottoscala almeno
avete per dormire? Non ci mandate altrove!
- S’attende la cometa. Tutto l’albergo ho pieno
d’astronomi e di dotti, qui giunti d’ogni dove.
Il campanile scocca
lentamente le nove.
Ostessa dei Tre Merli, pietà d’una sorella!
Pensate in quale stato e quanta strada feci!
- Ma fin sui tetti ho gente: attendono la stella.
Son negromanti, magi persiani, egizi, greci…
Il campanile scocca
lentamente le dieci.
Oste di Cesarea… – Un vecchio falegname?
Albergarlo? Sua moglie? Albergarli per niente?
L’albergo è tutto pieno di cavalieri e dame
non amo la miscela dell’alta e bassa gente.
Il campanile scocca
le undici lentamente.
La neve! – ecco una stalla! – Avrà posto per due?
- Che freddo! – Siamo a sosta – Ma quanta neve, quanta!
Un po’ ci scalderanno quell’asino e quel bue…
Maria già trascolora, divinamente affranta…
Il campanile scocca
La Mezzanotte Santa.
È nato!
Alleluja! Alleluja!
È nato il Sovrano Bambino.
La notte, che già fu sì buia,
risplende d’un astro divino.
Orsù, cornamuse, più gaje
suonate; squillate, campane!
Venite, pastori e massaie,
o genti vicine e lontane!
Non sete, non molli tappeti,
ma, come nei libri hanno detto
da quattro mill’anni i Profeti,
un poco di paglia ha per letto.
Per quattro mill’anni s’attese
quest’ora su tutte le ore.
È nato! È nato il Signore!
È nato nel nostro paese!
Risplende d’un astro divino
La notte che già fu sì buia.
È nato il Sovrano Bambino.
È nato!
Alleluja! Alleluja!



martedì 27 novembre 2012

Viene per chi sta dietro la porta chiusa don Primo Mazzolari

"Ecco sto alla porta e busso..." 
Egli non viene né per onorare il suo nome
né per salvare la sua dignità:
viene per chi sta dietro la porta chiusa.
E chi ci sta dietro la porta chiusa?
Io ci sto: in tanti ci stanno; ci sta il mondo.
Il quale mi sembra ancor più sprangato
in questo Natale...
Da secoli, non da decenni, Egli attende...
Ma anche se tardasse un po..., aspettatelo:
Egli verrà e lo vedrete tutti e ne godrà il vostro cuore
poiché Egli viene a portare la pace al suo popolo
e a restituirgli la vita.






lunedì 26 novembre 2012

La mia prima poesia

A due anni ho recitato la mia prima poesia di Natale;
me la insegnò mio papà 
ed io l'ho insegnata a mio figlio Alessandro alla stessa età.

 
Natale, Natale
oh come sei bello!
Tu porti alla luce un bel Bambinello,
con gli occhi celesti,
la bocca ridente,
che porta il sorriso a tutta la gente.








domenica 25 novembre 2012

Tra un mese è Natale... Festa del regalo a Trieste


La Fiera di Natale a Trieste, mille idee utili per acquistare i doni natalizi nella città di Trieste dal 21 novembre al 29 novembre


Anche quest’anno Fiera Trieste ospiterà oggetti, sapori e atmosfere natalizie per offrire l’opportunità alle aziende espositrici di allungare il periodo di vendita e ai visitatori di scegliere con anticipo i regali di Natale.

Dal 21 novembre al 29 novembre prossimo il quartiere fieristico diventerà il luogo dove sarà più facile e piacevole fare gli acquisti, scegliere tra tante 
proposte diversificate, in un ambiente unico, senza lo stress delle corse 
dell’ultimo minuto. Un appuntamento che già dalla prima edizione ha riscosso il gradimento di un pubblico sempre più propenso all’acquisto di prodotti unici, originali, raffinati, tipici e di qualità.