Siete trascinati dai vostri necessari e inevitabili impegni:
la famiglia cui provvedere, i figli da guidare, il
denaro da guadagnare,
il posto da occupare, l'autorità da esercitare, il dovere quotidiano da compiere.
E non vi rimane un minuto per sedervi, per considerare pacatamente le persone e le cose,
per
rivolgervi verso il Creatore e per chiedervi:
«Perché? Per chi? Verso dove?».
Siete ipnotizzati!
Il vostro amore si è assopito.
Nulla di sorprendente! Avete lasciato rincorrersi i mattini e le sere
nel ronzante ritornello delle parole e delle azioni nelle quali
si sono progressivamente spenti lo scintillio e la sorpresa
meravigliata.
La vostra fede si è assopita.
Era prevedibile! Vi siete tenuti
lontani dalle
feste comuni perché
le giudicate,
talvolta
a ragione, così
insipide e monotone.
Ma nello stesso tempo avete
abbandonato il pozzo dove il Pane e la Parola
sono distribuiti a profusione per il vostro cammino di ogni
giorno
e da dove fluisce in abbondanza il canto del Vangelo
la cui potenza è capace di produrre la vostra gioia di ogni giorno.
Perciò, come potrete conoscere il calore del Signore della vita
che vi rischiara con il sole della sua fiducia?
La vostra vita è letargica.
È naturale! Imbacuccati nelle coperte
felpate del
soddisfare voi stessi,
il vostro spirito e il vostro
cuore rimangono chiusi
sulla ricerca smodata della
felicità alla quale siete sicuri di aver diritto.
Perciò, come vi sarà possibile anche soltanto di ascoltare le grida del mondo
e le richieste del prossimo che passa davanti a voi?
Fratelli che dormite, è tempo di scuotere il nostro
torpore
per accogliere la gioiosa
Presenza d i colui che viene
a svegliarci all'amore che salva il mondo!
Marana
tha, vieni Signore Gesù!

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