Andiamo con gioia incontro
al Signore
Signore, tu
non sei come tanti maestri che indicano
agli altri che cosa devono fare, ma non sono in grado di togliere i loro disagi, le loro sofferenze. Tu fai tue le mie infermità, quelle degli uomini; condividi il dolore di chi soffre; liberi veramente l'uomo dal male. Signore, ciò che mi sta intorno non fa sentire il bisogno della salvezza, perché momentaneamente mi appaga; mi distraggono i molti impegni quotidiani, fino a non farmi accorgere di essere bisognoso di te, di essere alla tua presenza, di scoprire che tu attendi che
il mio cuore, la mia intelligenza si aprano a te. Signore, fa' che impari a venire a te con la fede del centurione, umile, ma tenace e sconfinata. Rispondimi allo stesso modo: «lo verrò e ti curerò». Fa' crescere in me il germe della fede che hai seminato con il mio battesimo, perché vivendo di essa, sia anch'io tra
quelli che hai visto venire da ogni parte del mondo e sedere nel regno
dei cieli vicino a te. Amen.
Marana tha, vieni Signore Gesù!

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