domenica 6 gennaio 2013

Uno dei tre Re Magi racconta

CE   LO   INSEGNO'   UN BAMBINO

No, non crediate che io sia un mago da fiaba. Non ho bacchetta fatata né faccio incantesimi.
Nel nostro paese, che è la Persia, mago vuol dire sapiente, cioè studioso.
Anche noi avevamo molto studiato, specialmente sul libro chiamato Avesta.
Le nostre spalle si erano incurvate su quel libro. Le nostre barbe erano diventate bianche nello studio.
Il libro annunziava la venuta di un "saggio signore o, di un "vittorioso Liberatore" degli uomini.
Prima di noi, generazioni e generazioni di sapienti avevano atteso questo miracoloso personaggio, ma sempre invano.
Ormai eravamo vecchi, e temevamo di dover chiudere gli occhi senza aver visto il Liberatore. Guardavamo il cielo, in attesa di un segno annunziante la sua venuta.
Ed ecco una stella di straordinario splendore farci segno di seguirla.
Partimmo felici, montati sulle migliori cavalcature, vestiti riccamente con le corone in testa e i doni in mano.
Non sarebbe stato conveniente presentarsi a quel gran personaggio senza regali.

Uno di noi prese una coppa d'oro simbolo di potenza regale, un altro prese un'anfora piena d'incenso simbolo d'onore sacerdotale, l'altro ancora prese un calice di mirra simbolo di redenzione.
La stella ci faceva da guida. Nessun corteo aveva mai potuto vantare un simile battistrada.

Valicammo monti, attraversammo pianure, guadammo fiumi e incontrammo città, senza che la stella accennasse a fermarsi.
Giunti a Gerusalemme, il re Erode fu avvertito del nostro arrivo.

Seppe che cercavamo il Re dei Giudei e chiese ai suoi sapienti: 
- Dove dicono i libri che deve nascere il Redentore?
Anche gli ebrei avevano un libro chiamato Bibbia, dove era annunziata la venuta del Salvatore.

Perciò i sapienti risposero al re Erode: - Betlem sarà la sua culla.
- Andate a Betlem, - ci disse Erode - e al ritorno mi narrerete di lui.
Riprendemmo a viaggiare, e la stella viaggiava con noi, finché non si fermò sopra una povera stalla. Trovammo il Bambino fasciato e deposto nella mangiatoia, fra due animali.

Quale abbandono e quanta miseria!
Il Re del mondo giaceva su paglia trita, senza corte d'attorno e senza onori.
A quella vista, la nostra sapienza si confuse.

Avevamo sperato di trovare un potente Re in una reggia sfarzosa, in mezzo a ricchezze e a splendori.
Vedendo tanta umiltà ci sentimmo umiliati. Mettemmo fuori i nostri doni: oro, incenso e mirra.
Il Bambino ci guardò come per accettarli, ma noi sentimmo che non bastava offrir quei soli doni.
Egli non s'appagava né d'oro né d'incenso né di mirra.
Voleva insieme il nostro cuore, e lo voleva ripieno di quella ricchezza che non s'estingue mai, e che si chiama Amore.
A questo Amore, che si traduce in Carità, la nostra scienza di vecchi sapienti non aveva mai pensato.
Ce lo insegnò un bambino, nato da poco, in una stalla, con un sorriso che ringiovanì il nostro vecchissimo cuore.






Uno dei tre Re Magi racconta

SIGNORE, MANDACI LA TUA STELLA!

-  Quando restiamo ad ascoltare la tua chiamata a partire come Abramo e i Magi, noi ti chiediamo di mandarci la Tua Stella
-  Quando vorremmo decidere noi il percorso, le tappe e i tempi del nostro cammino di fede, noi ti chiediamo di mandarci la Tua Stella
- Quando non abbiamo una guida sicura per la nostra crescita umana e cristiana, noi ti chiediamo di mandarci la Tua Stella
- Quando la nebbia delle distrazioni ci impedisce di vedere bene la tua strada, noi ti chiediamo di mandarci la Tua Stella
- Quando il buio del peccato ci fa dimenticare la meta a cui siamo diretti, noi ti chiediamo di mandarci la Tua Stella
- Quando le nubi delle tentazioni rischiano di fermarci o di farci tornare indietro, noi ti chiediamo di mandarci la Tua Stella
- Quando la fatica del viaggio della vita diminuisce l’entusiasmo di cercarti, noi ti chiediamo di mandarci la Tua Stella
- Quando le fatiche di ogni giorno ci portano a dubitare di te e delle nostre scelte, noi ti chiediamo di mandarci la Tua Stella
- Quando ci sentiamo un po’ soli o criticati sulla strada che porta alla tua grotta, noi ti chiediamo di mandarci la Tua Stella




Uno dei tre Re Magi racconta

Apparve una stella

Più di duemila anni fa, apparve nel firmamento del cielo una stella nuova.
Era una stella diversa, particolare: la sua luce era così forte che il suo corpo non bastava per contenerla tutta, e questa luminosità formava una coda dietro di lei, una striscia abbagliante…
Apparve in una notte fredda e invernale. Ma la nostra stella non sapeva che cosa era apparsa a fare, non capiva il perché della sua coda, della sua luce. Dio doveva aver fatto un errore nel crearla: non faceva parte di nessuna costellazione, non doveva essere il punto di riferimento di nessun viandante o marinaio, non aveva un nome. Dio le aveva semplicemente detto, per via della sua coda:” Tu sarai la mia cometa”.
La prima cosa che vide quando apparve, fu una piccola grotta nel gelo della notte, e nella grotta stavano una mamma, un papà e un bimbo…
Questo bimbo infreddolito e in fasce aveva sul suo volto la luce di tutte le stelle.
” E anche del sole”, pensò la cometa.
C’era in quel bambino qualcosa di misterioso, come in lei…
“Dio”, pensò, “Ha voluto unirmi al destino di questo bambino. E’ come se fossimo nati insieme, è come se senza di lui non potrei esserci. E’ il riflesso del suo volto che mi dà luce!” E si pose sopra la grotta…


Ognuno di noi può essere un po’ cometa,
ognuno di noi deve lasciar trasparire dal suo volto
la luce di Gesù bambino.
A ognuno di noi Dio dice:
“ Tu sei la Mia Cometa!”






CERCO LA TUA VOCE


Il canto del Gen Rosso fa da colonna sonora al video realizzato sulla spiaggia di Forte dei Marmi. Interpreta la mia anima sempre in cerca della Sua presenza, perchè tracci a fili d'oro la mia storia e la intessi di eternità.

Come i re magi



Alcuni Magi giunsero da Oriente a Gerusalemme e domandavano:" Dov'è il Re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella e siamo venuti per adorarlo". (Mt 2, 1-2).

Signore, ti chiedo di rendermi simile, almeno un pochino, ai Re Magi.
Questi personaggi speciali, tra leggenda e realtà, che finiscono sempre un po' bistrattati nei nostri presepi domestici. Giungono a destinazione quasi alla fine della festa, quando Gesù Bambino è ormai nato e tutti sono già arrivati ad adorarlo prima di loro. Fanno appena in tempo a posare i famosi doni davanti alla capanna e vengono velocemente riposti, con le altre statuine, nella scatola e poi in dispensa, pronti per l'anno dopo... "Toccata e fuga". Una presenza su cui non meditiamo mai abbastanza e che, invece, porta in se tutte le premesse e la fatica di un lungo viaggio.

Rendimi simile a loro, Signore.A questi uomini colti, ricchi, potenti, che avrebbero potuto stare tranquillamente e comodamente nelle loro bellissime case e, invece, si sono messi in cammino.
Con i loro bagagli, le carovane, l'oro, l'incenso e la mirra, con una stella speciale ad illuminare le loro notti e l'eco delle profezie antiche a riscaldare i loro cuori.
Uomini di scienza, di successo e di cultura che, però, non si sono accontentati.

Dona anche a me l'umiltà necessaria per mettermi in viaggio ed infiamma la mia anima del desiderio ardente di trovarti. Non permettere che io mi inganni pensando di poterti raggiungere senza "muovermi", rimanendo ferma in me stessa. Spingimi a lasciare tutto e a mettermi per strada affrontando gli inconvenienti che ogni viaggio comporta, magari un viaggio difficile, in pieno deserto.

Ricordami sempre che bisogna cercare ciò che vale perché né la scienza, né l'intelligenza, né la cultura, né i piaceri, né la ricchezza, niente basta per dare senso alla vita, niente senza aver trovato te, il Salvatore. Tu, Signore, colui che non possiamo incontrare se rimaniamo confinati in casa nostra. Colui che non possiamo scoprire se non facciamo la fatica di superare il nostro limite umano.

I nostri limiti. Quei limiti che, spesso, diventano un comodo alibi per giustificarci, per non trovarci costretti a porgere l'altra guancia, per non dover andare incontro al nostro fratello scomodo, proprio quello che, sfortunatamente!, ci è prossimo ma ci urta il sistema nervoso!

Che cosa si saranno detti questi tre Re multietnici, a rappresentare tutte le genti del mondo e del tempo, durante il viaggio? Cosa sarà passato nei loro cuori? Quali interrogativi? Quali speranze? Quanti, profondi scoraggiamenti ed incertezze? Chissà. Forse le loro speranze e le loro paure sono anche le nostre...

Donami, Signore, alla fine di questo cammino, di trovarti e di poterti adorare con i miei poveri doni.
E allora non sarà più come arrivare ad una festa giunta quasi alla fine ma sarà festa senza fine. Amen.


(Federica  Storace, http://berber.altervista.org/come_i_re_magi.htm) 


mercoledì 2 gennaio 2013

TOTA PULCHRA


Pubblicato in data 26/nov/2012
Tutta pura sei Maria, canta l'anima a lei devota, per lodare la sua bellezza suprema, che genera il Salvatore.
La "Tota Pulchra": Maria, frammento abitato dall'Eterno. Nel grembo della Madre di Dio una volta per sempre il Tutto dell'Eterno si è offerto nel tempo: proprio così, Maria è nel suo essere Vergine, Sposa e Madre il frammento vivente in cui ci è offerta l'infinita bellezza. Afferma San Giovanni Damasceno, che l'Oriente ama chiamare il "sigillo dei Padri"

martedì 1 gennaio 2013

Gesù, voglio affrontare questo nuovo anno come Maria, la Madre tua: proteso verso il futuro, con la sua stessa fiducia, certo che ogni giorno potrò accogliere il tuo dono, riconoscere la tua presenza e lasciarmi guidare dal tuo Spirito. Del resto se tu sei accanto a me nulla potrà spaventarmi e turbarmi: tu mi dai luce e forza per leggere questa storia tormentata e prendere le decisioni più sagge. Gesù. voglio affrontare questo nuovo anno come Maria, la Madre tua: conservando nel profondo del cuore tanti segni del tuo amore, tante parole e tanti avvenimenti che, collegati e confrontati tra loro, costituiscono il bagaglio prezioso della mia esperienza di fede. Con questo tesoro affronterò i giorni che mi stanno davanti: non per volgermi con nostalgia verso il passato che mi sta alle spalle, né per rimpiangere tempi diversi, ma per affrontare serenamente ogni ostacolo, ogni imprevisto, ogni fatica. Gesù, voglio affrontare questo nuovo anno come Maria, la Madre tua, per affidarmi come lei al progetto di Dio, per cercare come lei di realizzarlo nella mia esistenza.   
Marana tha, vieni Signore Gesù!


Un altro anno

Fra il calore di un sogno e il freddo di un'illusione
tra fantasia e realtà, tra gioie e dolori
si dissolve un anno e si compone un altro.
Tra promesso fatte e solo alcune mantenute
note stonate di dolore e melodie d'amore
hanno composto la sinfonia di un anno appena passato.
Fra stenti e abbondanza, fra ricchezza e povertà
fra note di pace e rumore di guerra,
tutto si è svolto, a volte si è capovolto.
Chi senza lavoro cerca di sopravvivere
tra terremoti e alluvioni
c'è chi si è rialzato, chi ha raccolto brandelli
chi ha avuto tutto e chi è rimasto con niente.
Così come sempre tra l'indifferenza
di molta gente, dei politici, del potere
di chi avrebbe potuto fare e non ha fatto niente
tra angoscia e speranza si è scritto il 2009
si è concluso per molti disperatamente.
A questi "violentati" dal dolore
e a chi combatte il "suo tempo"
per sorridere ancora,
a questi guerrieri addolorati
in cerca di pace e di un sorriso,
auguro di rialzarsi vincitori
contro il tempo, il dolore e l'avversità
e che il potere venga usato finalmente per la Pace,
che tutti possano vestirsi con un po' di felicità.
Questo è il mio augurio per il 2013.



Nuovo anno

Cosa posso dirvi per aiutarvi a vivere meglio in questo anno?
Sorridetevi
gli uni gli altri ;
sorridete a vostra moglie ,
a vostro marito ,
ai vostri figli ,
alle persone con le quali lavorate ,
a chi vi comanda ;
sorridetevi a vicenda ;
questo vi aiuterà a crescere nell'amore ,
perchè il sorriso è il frutto dell'amore "

Madre Teresa di Calcutta


Martedì - 1 gennaio 2013 - Maria SS. Madre di Dio

- Dio ci benedica con la luce del suo volto.

La pienezza del tempo
Ciò che stupisce in Maria è il suo silenzio: di fronte al rivelarsi di Dio in Gesù,
la Madre appare come colei che “custodisce” il mistero nel silenzio:
l’unico modo che permette di “ascoltare” Dio

Madre
In te è maturato il frutto tanto atteso e dal tuo ventre è uscita la Promessa di Dio!
Sul tuo seno l'Inviato di Dio ha posato il capo, il  tuo latte ha nutrito il Salvatore del mondo e le tue braccia hanno cullato di tenerezza il Signore dell'universo! Nella fatica dei gesti ripetuti,
nell'inquietudine del futuro, nell'oscurità e nel dubbio, nella banale semplicità della maternità,
nei consigli pazientemente ripetuti ogni mattina, attraverso il tuo umile lavoro di madre di ogni giorno
hai introdotto il Figlio di Dio nel mondo degli uomini!
Quale fierezza per noi, Maria di casa nostra, chiamarti: Maria, madre di Dio!
Marana tha, vieni Signore Gesù!



Buon Anno nel Signore!

Del mio futuro, Signore, non sono padrone, né del mio passato.
L'uno è da mettere al mondo nelle gioie e nei dolori della creazione, l'altro è definitivamente chiuso.
 Ma l'uno e l'altro li guardi con la stessa tenerezza e la stessa vigilanza con cui la madre e il padre
 guardano crescere il loro amato figlio. Nell'anno che sorge, nella creazione che comincia,
tu, Signore, rimani al mio fianco, credo, che il giorno declini o che io sfiori l'abisso, che scivoli nella fossa
o che mi inaridisca in ricerca senza interesse, che mi unisca ai miei fratelli sui rudi cantieri del mondo
 o che l'amore srotoli il suo sole carezzante sulle mie terre da attraversare!
Con la tua grazia che sveglia la mia immaginazione e sostiene la mia volontà,
con le capacità che in me hai deposto, tocca a me, Signore, ne sono convinto,
creare 365 giorni illuminati d'amore e di onestà!
Marana tha, vieni Signore Gesù!