lunedì 31 dicembre 2012

Grazie Signore!

Oggi, Signore, nel momento in cui quest'anno sta per cadere nel cesto del tempo,
 una sola parola sale alle nostre labbra:
«Grazie»!
Grazie per quanti ci hanno amato, che hanno offerto la loro confortante vicinanza
alla nostra fame di tenerezza e che ci hanno trattenuto sull'orlo della caduta!
Grazie per le braccia che hanno asciugato le nostre lacrime
e che hanno accolto i nostri pianti e il nostro sconforto!
Grazie per le comunità, talvolta vacillanti e fragili, ma sempre vibranti di vangelo!
Grazie per la tua presenza, Signore, che ha forato le nostre ombre e che,
sempre, ci ha fatto salire verso i chiarori d'aurora!
Al mio «Grazie», Signore, aggiungeremo un'altra parola, di speranza e di futuro:
 «Perdono»! «Perdono», Signore, perché sono stato meschino nell'amore e nel dono!
Marana thà, vieni Signore Gesù!


GRAZIE TERRY


Ringraziamento fine anno (Tonino Bello)

Eccoci, Signore, davanti a te. 
Col fiato grosso, dopo aver tanto camminato. 

Ma se ci sentiamo sfiniti, 
non è perché abbiamo percorso un lungo tragitto, 
o abbiamo coperto chi sa quali interminabili rettilinei. 

È perché, purtroppo, molti passi, 
li abbiamo consumati sulle viottole nostre, e non sulle tue: 
seguendo i tracciati involuti della nostra caparbietà faccendiera, 
e non le indicazioni della tua Parola; 
confidando sulla riuscita delle nostre estenuanti manovre, 
e non sui moduli semplici dell'abbandono fiducioso in te. 

Forse mai, come in questo crepuscolo dell'anno, 
sentiamo nostre le parole di Pietro: 
"Abbiamo faticato tutta la notte, 
e non abbiamo preso nulla". 

Ad ogni modo, vogliamo ringraziarti ugualmente. 
Perché, facendoci contemplare la povertà del raccolto, 
ci aiuti a capire che senza di te, 
non possiamo far nulla. Ci agitiamo soltanto. 

Ma ci sono altri motivi, Signore, che, al termine dell'anno, 
esigono il nostro rendimento di grazie. 

Ti ringraziamo, Signore, 
perché ci conservi nel tuo amore. 
Perché continui ad avere fiducia in noi. 

Grazie, perché non solo ci sopporti, 
ma ci dai ad intendere che non sai fare a meno di noi. 

Grazie, Signore, perché non finisci di scommettere su di noi. 
Perché non ci avvilisci per le nostre inettitudini. 

Anzi, ci metti nell'anima un cosi vivo desiderio di ricupero, 
che già vediamo il nuovo anno 
come spazio della speranza e tempo propizio 
per sanare i nostri dissesti. 

Spogliaci, Signore, di ogni ombra di arroganza. 
Rivestici dei panni della misericordia e della dolcezza. 
Donaci un futuro gravido di grazia e di luce 
e di incontenibile amore per la vita. 

Aiutaci a spendere per te 
tutto quello che abbiamo e che siamo. 
E la Vergine tua Madre ci intenerisca il cuore. 
Fino alle lacrime.





Notte Di Capodanno

Scoppiettano,
rimbombano,
tumulto di spari
turbinio di fuochi,
ma urlano la gioia?
Confusa esco dal giardino
di mia vita.
Inciampo
in grovigli di egoismo,
scalo
monti d’orgoglio,
precipito
in valli d’insignificanza,
rumino
macigni di preghiera.
Ecco ritrovo
seme novello
di speranza
e cauta lo ricopro
con terra d’amore.
Mi riposo …
ai bordi del silenzio
e fiduciosa
attendo nuova fioritura.
Rosarita De Martino


BUOIN ANNO


domenica 30 dicembre 2012

Credo nella famiglia (Enrico Masseroni)

Credo nella famiglia, o Signore:
quella che è uscita dal tuo disegno creativo,
fondata sulla roccia dell'amore eterno e fecondo;
tu l'hai scelta come tua dimora tra noi,
tu l'hai voluta come culla della vita.

Credo nella famiglia, o Signore:
anche quando nella nostra casa
entra l'ombra della croce,
quando l'amore perde il fascino originario,
quando tutto diventa arduo e pesante.

Credo nella famiglia, o Signore:
come segno luminoso di speranza
in mezzo alle crisi del nostro tempo;
come sorgente di amore e di vita,
come contrappeso alle molte aggressioni
di egoismo e di morte.

Credo nella famiglia, o Signore:
come la mia strada verso la piena realizzazione umana
come la mia chiamata alla santità,
come la mia missione per trasformare il mondo
a immagine del tuo Regno.
Amen



Domenica - 30 dicembre 2012 - Santa Famiglia

Beato chi abita la tua casa, Signore
Una famiglia aperta

Nella famiglia di Nazaret  la promessa di salvezza diventa realtà concreta, ma apre pure ad una nuova attesa. Promessa e attesa sono legate all’obbedienza dei “credenti” che si lasciano coinvolgere nel mistero.
Riunione di famiglie
In questo giorno di festa, Signore, le nostre famiglie sono umilmente riunite davanti a te.
Sono venute da tutte le confusioni, perché troppo occupate a vivere e, talvolta, a sopravvivere,
non hanno proprio avuto il tempo di pensare alla perfezione che tanti dei tuoi consiglieri hanno loro indicato: sono impegnate, corpo e anima, nei mille ricominciare dell'addolcimento dei legami
e nel lento riconoscimento delle libertà e delle diversità. Si mantengono nella perseveranza
al fine di radicare la solidità dell'affetto. Traballano nei contrasti e nelle grida
 soffiando come uragani di devastazione. Piegate sotto la ripetuta pesantezza dell'esistenza comune
 da organizzare. Si affaticano nella vigilanza per impedire l'ostruzione della sorgente delle tenerezze.
Le nostre famiglie sono umili, Signore, e nessuna è perfetta. In esse, unite, separate, normali,
ricomposte, frammentate, divorziate, sbiadite o luminose, in ciascuna di esse,  brilla  un unico desiderio:
che in essa e che in ciascuna l'amore sia dato e ricevuto in larghe fette di pane quotidiano!
Esiste, Signore, santità più grande da ricercare?
Marana tha, vieni Signore Gesù!


giovedì 27 dicembre 2012

Buon Natale

Duemila anni fa un seme 
è germogliato in una grotta e 
ancora oggi questo seme fiorisce 
ogni anno portando copiosi frutti.
 Dona sorrisi. Dona amore. Dona Gioia.
 Buon Natale.

Buon Natale


Nella notte più stellata 
e magica dell'anno, 
possano tutte le stelle del firmamento
 vegliare su di te 
custodire i tuoi sogni.. 
Buon Natale!

Buon Narale


Il mio Augurio è che in questo giorno stupendo il tuo cuore non sia più una fredda e gelida "grotta" ma si trasformi in una culla calda e piena d'amore: è questo il più bel regalo di Natale.


Pace, salute e serenità
auguro a tutta l'Umanità

mercoledì 26 dicembre 2012

Buon Natale


Buon Natale


Buon Natale


La leggenda delle Ghirlande

Durante la vigilia di Natale, mentre Gesù benediceva gli alberi di Natale, notò nel giardino di una casa un albero ricoperto di ragnatele. Al momento della benedizione di questo albero, le ragnatele si trasformarono in bellissime ghirlande d’oro e d’argento. Da quel giorno le ghirlande furono adoperate per addobbare gli alberi di Natale.


La leggenda delle Palle di Natale

A Betlemme c'era un artista di strada molto povero che non aveva nemmeno un dono per il Bambino Gesù così egli andò da Gesù e fece ciò che sapeva fare meglio, il giocoliere, e lo fece ridere.
Questo è il perché ogni anno sull'albero appendiamo le Palle colorate - per ricordarci delle risate di Gesù Bambino.


Mercoledì - 26 dicembre 2012 - S. Stefano

Signore Gesù, accogli il mio spirito

Signore Gesù, tu non vuoi illudere i tuoi discepo­li, prospettando una sequela tranquilla, apprezzata da tutti. Ricordi loro che seguire te, significa essere di­scepoli di un Maestro che è stato contestato, rifiutato, che continua a essere contestato e rifiutato; che segui­re te, li impegna a condividere il tuo cammino. Dona­mi lo Spirito che ha guidato il diacono Stefano, lo ha reso sapiente e forte nella persecuzione, perché an­ch'io non mi lasci intimorire da nessun tipo di rifiuto, perché annunci con coraggio che il « regno di Dio è vicino » e sappia offrire la mia « bella testimonianza di fronte alle donne e agli uomini del mio tempo che tu sei l'Emmanuele, il Dio-con-noi, il Dio che ha piantato la sua tenda tra le nostre case. Amen.
Marana tha, vieni Signore Gesù!


martedì 25 dicembre 2012

A Natale puoi


A Natale puoi
fare quello che non puoi fare mai:
riprendere a giocare,
riprendere a sognare,
riprendere quel tempo
che rincorrevi tanto.
È Natale e a Natale si può fare di più,
è Natale e a Natale si può amare di più,
è Natale e a Natale si può fare di più
per noi:
a Natale puoi.
A Natale puoi
dire ciò che non riesci a dire mai:
che bello è stare insieme,
che sembra di volare,
che voglia di gridare
quanto ti voglio bene.
È Natale e a Natale si può fare di più,
è Natale e a Natale si può amare di più,
è Natale e a Natale si può fare di più
per noi:
a Natale puoi.
È Natale e a Natale si può amare di più,
è Natale e a Natale si può fare di più
per noi:
a Natale puoi.
Luce blu,
c’è qualcosa dentro l’anima che brilla di più:
è la voglia che è l’amore,
che non c’è solo a Natale,
che ogni giorno crescerà,
se lo vuoi.
A Natale puoi.
È Natale e a Natale si può fare di più,
è Natale e a Natale si può amare di più,
è Natale e a Natale si può fare di più,
è Natale e da Natale puoi fidarti di più.
A Natale puoi
puoi fidarti di più.
A Natale puoi. 

Il 25 dicembre è arrivato finalmente!


Gesù è nato!
tutti sappiamo la storia della usa nascita, ce la raccontano i vangeli, quello di Luca, ci dà molti dettagli di quel momento importante, ma la storia del Natale, inizia tanto tempo prima, inizia da quel "SI" di Maria all'angelo Gabriele, lei ha accettato quella situazione di aver un figlio senza essere sposata,  per quei tempi inaccettabile e insostenibile per una ragazza sola, ma la sua grande fede, l'ha aiutata a mettere tutto nelle mani di Dio Padre e a fidarsi ciecamente di Lui.... 
Per questo in un giorno come questo io mi sento di doverla ringraziare con le parole di questo bellissimo canto.
Alice


Io vorrei tanto parlare con te di quel Figlio che amavi:
io vorrei tanto ascoltare da te quello che pensavi quando ai udito
che tu non saresti più stata tua e questo figlio che non aspettavi
non era per te...
Ave Maria


Io vorrei tanto sapere da te se quand’era bambino
tu gli hai spiegato che cosa sarebbe successo di Lui
e quante volte anche tu, di nascosto,
piangevi, madre, quando sentivi che presto l’avrebbero
ucciso, per noi...
Ave Maria
  
Io ti ringrazio per questo silenzio che resta tra noi,
io benedico il coraggio di vivere sola, con Lui.
Ora capisco che fin da quei giorni pensavi a noi;
per ogni figlio dell’uomo che muore
ti prego così...
Ave Maria.....




Concedimi di accoglierti nel mio cuore (Madre Teresa di Calcutta)

Gesù, fa' che il suono
della tua voce riecheggi
sempre nelle orecchie,
perché io impari a capire
come il mio cuore,
la mia mente e la mia anima,
ti possano amare.

Concedimi di accoglierti
negli spazi più nascosti del mio cuore,
tu che sei il mio unico bene,
la mia gioia più dolce,
il mio vero amico.

Gesù, vieni nel mio cuore,
prega con me, prega in me,
perché io impari da te a pregare.



lunedì 24 dicembre 2012

Le candeline accese


La notte è scesa


Ul presepe


Martedì - 25 dicembre 2012 - Natale del Signore

 Tutta la terra ha veduto la salvezza del Signore
Il figlio si è fatto carne
Il mistero dell’incarnazione è il mistero cristiano
 della solidarietà radicale di Dio  con l’uomo, del giusto con il peccatore.
Da qui la storia temporale dell’umanità entra in contatto con Dio
                        
Veramente
Nessuna esistenza è inutile, nessuna è lasciata alla bruttura, nessuna è abbandonata alla sua sofferenza,
nessuna è scadente, nessuna è destinata al nulla, nessuna è rappresa nella mediocrità, nessuna è sotterrata, poiché ogni umana esistenza è lo spazio scelto da Dio per stabilirvi la sua dimora, poiché Dio, che è da tutta l'eternità, per grazia e per amore, ha deciso di abitare nel tempo e nella carne dell'esistenza umana.
Emmanuele non è un nome d'arte. Emmanuele è veramente il suo nome. Dio è della terra
e ogni giorno della storia umana è il Santo dei Santi del Signore dell'universo!
Dio-è-con-noi, delle paci e delle guerre, delle paure e delle grandezze, delle miserie e degli amori
con cui tessiamo i nostri giorni e il nostro mondo.  Dio-è-con-noi, perché in noi la sua gioia fluisca
 in abbondanza e diventiamo pieni di amore e di verità e di perfezione, a sua immagine e a sua somiglianza!
Veramente, chi lo crede?
Chi dunque, veramente, su questa meraviglia fonda la sua piena speranza umana?
Marana tha, vieni Signore Gesù!


Buon Natale!
Auguri di pace e serenità  nel nome di Cristo Gesù
Dio, tu Dio, di infimo e di eternità e di ignoto e di potenza, eccoti sulla nostra terra
a misura della nostra umanità! Eccoti nella nostra carne, sotto i nostri occhi, nel nostro corpo,
toccato dalle nostre mani, nel nostro spirito e nel nostro sangue, sentito dalle nostre orecchie!
 Eccoti a misura nostra, a nostra debolezza a nostra dimensione e nel nostro tempo:
La carne della nostra umanità è, definitivamente, la carne di Dio.
Ormai tutto ciò che ferisce l'umanità ferisce La carne di Dio e l'umanità vivente diventa la gioia di Dio.
Le nostre paci, le nostre guerre, i nostri odi, i nostri amori, le nostre disperazioni, le nostre gioie,
 le nostre cadute e il nostro lento risalire, i nostri sogni e la nostra morte
 e i nostri incerti futuri sono, ormai,  la carne nella quale Dio si è incarnato!
Fecondati da Dio, di che cosa avremo paura?
Marana tha, vieni Signore Gesù!



Lunedì - 24 dicembre 2012

Il Signore è fedele per sempre
Questa sera la nostra  attesa giunge al termine.
Così come promessa dell’Antico Testamento è stata esaudita,
la nostra  attesa fiduciosa è ricompensata:
 è Natale!
Lasciamo spazio alla gioia, alla festa, alla pace!
Questa sera sulla terra è Natale!
Marana tha, vieni Signore Gesù!


Prega
Signore Gesù, Verbo del Padre e luce degli uomini, noi ti adoriamo in questa vigilia natalizia e attendiamo gioiosi la tua venuta, che ancora una volta porta a com­pimento le promesse di Dio. Illuminati dalla tua luce noi crediamo che tu sei Colui che ama l'uomo e l'unico scopo della tua vita è la salvezza di ogni uomo. La fede ci introduce in questo mistero di vita, l'esperienza ce lo insegna e la tua Parola di verità ci guida su questa strada di luce. Verbo eterno del Padre, noi vogliamo essere i primi tuoi adoratori, i seguaci della bontà e del bene, i testi­moni della tua misericordia. Tu che non ti nascondi a nessuno, ma a tutti doni la tua luce divina, rimani sem­pre la nostra vera luce, che risplende su tutta l'uma­nità. Noi affrettiamo il nostro cammino verso la salvez­za, verso la nuova nascita, perché desideriamo, pur es­sendo la molteplicità, riunirci in un solo amore secondo il modello dell'unità del mistero trinitario nel quale ci hai immersi e, così, rinnovare la nostra alleanza con te. Come la vergine Maria, luogo dell'incarnazione, con­cedici di saper interiorizzare la tua Parola per scoprire sempre più le profondità di questo mistero al centro di noi stessi, mistero in cui «viviamo, ci muoviamo ed esi­stiamo» e divenire contemplativi come Maria per non confondere questa Parola con il nostro stesso essere, ma per identificarci con colei che porta il Verbo nel suo grembo e lo genera come suo figlio.
O Emmanuele, Dio-con-noi, attesa dei popoli e loro liberatore: vieni a salvarci con la tua presenza.
Marana tha, vieni Signore Gesù!


domenica 23 dicembre 2012

Le più belle canzoni di Natale - Le più belle città a Natale - John Lenn...


John Lennon, so this is christmas, Enya - We wish you a Merry Christmas... Certo, ci saranno i regali, ma a sentire le varie interviste in televisione, saranno molto più contenuti nel prezzo. Molti bambini riceveranno comunque il gioco tanto desiderato (anche se un po' costoso), per quanto riguarda gli adulti invece, ci saranno molti semplici ed economici "pensierini". 
Potrebbe essere l'occasione giusta per riscoprire il sapore delle cose semplici, tornare a dare al Natale quel senso e quel valore che si dava tanti anni fa, quando... continua sul blog:http://amoreromantico.blogspot.com/2012/11/un-natale-con-meno-soldi-e-piu-amo... Michael Buble Let it Snow White Christmas, Mariah Carey - All I Want For Christmas Is You, Celine Dion - So this is Christmas, Dean Martin White Christmas, Francesco De Gregori Natale, Pierangelo Berti E' nato si dice, - Buon Natale, Merry Christmas, Bon Natal, ¡Feliz Navidad, Frohe Weihnachten

canzoni di natale in Italiano



I bambini cantano le più belle canzoni di Natale.

23 dicembre 2012 - IV Domenica di Avvento

Fa' splendere il tuo volto e salvaci, Signore
Beata colei che ha creduto

Da vera credente, Maria intraprende il suo lungo viaggio per vedere ciò che il Signore
 sta compiendo in mezzo al suo popolo. Come Maria, anche noi siamo chiamati ad una fede
“dagli occhi aperti”. Per renderci conto dell’azione di Dio in mezzo a noi.
Visitazione
Per incontrarti, amico mio, esco dalla mie terre abituali dove, con precisione,
organizzo e delimito la mia esistenza e mi metto in cammino.  La strada è lunga e mi prende la voglia
di tornare a casa mia al riparo delle mie frontiere. Io ti visito, amico mio, vengo a casa tua dove ogni giorno intoni il canto della tua vita. Il nostro vederci e il  nostro parlarci ci fa trasalire di gioia!
Ciò che tu porti in te e ciò che io porto in me, le ore di allegria e la collana di  tristezze,
le riceviamo uno dall'altro, come un fardello, come un dono. Io ti alleggerisco dai pesi che ti stancano
 e tu mi alleggerisci dalla pesantezza che mi opprime e ci ritorna il coraggio,
come a ogni nostra visita,  di esultare e di andare verso il futuro! E Dio viene a visitare il suo popolo!
Marana tha, vieni Signore Gesù!


Preghiera di Natale al Bambin Gesù di Giovanni Paolo II


Asciuga, Bambino Gesù, le lacrime dei fanciulli!
Accarezza il malato e l’anziano!
Spingi gli uomini a deporre le armi
E a stringersi in un
Universale abbraccio di pace!
Invita i popoli, misericordioso Gesù,
ad abattere i muri creati
dalla miseria e dalla disoccupazione,
dall’ignoranza e dall’indifferenza,
dalla discriminazione e dall’intolleranza.
Sei Tu. Divino Bambino di Betlemme,
che ci salvi liberandoci dal peccato.
Sei Tu il vero unico Salvatore,
che l’umanità spesso cerca a tentoni.
Dio della Pace, dono di pace all’intera umanità,
vieni a vivere nel cuore di ogni uomo
e di ogni famiglia.
Sii Tu pace e la nostra gioia ! Amen

sabato 22 dicembre 2012

IL PICCOLO JOSE' E IL SENSO DELL' AMORE di PAULO COELHO

Molti anni fa, talmente tanti che abbiamo ormai dimenticato la data precisa, viveva in un paese del sud del Brasile un bambino di sette anni, di nome José. Aveva perduto i genitori molto presto ed era stato adottato da una zia avara che, malgrado avesse molto denaro, per il nipote non spendeva quasi nulla. José, che non aveva mai conosciuto il significato dell'amore, pensava che la vita fosse proprio così, e non se ne addolorava. Poiché vivevano in un quartiere di gente ricca, la zia obbligò il direttore della scuola ad accettare suo nipote, pagando solo un decimo della retta mensile e minacciando di protestare con il sindaco se non lo avesse fatto. Il direttore non ebbe scelta, ma ogni volta che poteva istruiva gli insegnanti ad umiliare José, sperando che il bambino si comportasse male e loro avessero un pretesto per espellerlo. José, tuttavia, che non aveva mai conosciuto l'amore, pensava che la vita fosse proprio così, e non se ne addolorava. Arrivò la notte di Natale. Tutti gli alunni furono obbligati ad assistere alla messa in una chiesa distante dall'abitato, giacché il parroco locale si trovava in ferie. Strada facendo, i bambini e le bambine parlavano di quello che avrebbero trovato nelle calze l'indomani mattina: vestiti alla moda, giocattoli costosi, dolciumi, skateboard e biciclette. Erano tutti ben vestiti, come sempre accade nei giorni speciali, tranne José che indossava sempre i suoi abiti malandati e i sandali consumati e piccoli per i suoi piedi (la zia glieli aveva comprati quando lui aveva quattro anni, dicendo che ne avrebbe ricevuto un altro paio solo quando avesse compiuto i dieci anni). Alcuni bambini gli domandarono perché fosse tanto miserabile e gli dissero che si vergognavano di avere un amico con degli abiti e delle scarpe così. Poiché José non conosceva l'amore, non si addolorava per quelle domande. Quando entrò in chiesa, tuttavia, udì l'organo suonare, vide le luci tutte accese e la gente vestita con quanto aveva di meglio, le famiglie riunite, i genitori che abbracciavano i figli, e José si sentì la più miserabile delle creature. Dopo la comunione, invece di tornare a casa con il gruppo, si sedette sulla soglia della cappella e cominciò a piangere: anche se non conosceva l'amore, ora capiva che cosa significava ritrovarsi da solo e derelitto, abbandonato da tutti. In quel momento, si accorse che accanto a sé c'era un bambino, scalzo, che sembrava altrettanto miserabile. Poiché non lo aveva visto prima, ne dedusse che doveva aver camminato molto per arrivare fin lì. Pensò: «Devono fargli molto male i piedi, a questo ragazzino. Gli darò uno dei miei sandali, così per lo meno allevierò metà della sua sofferenza». Perché, malgrado non conoscesse l'amore, José conosceva la sofferenza e non desiderava che altri provassero la stessa cosa. Lasciò al bambino uno dei sandali e tornò indietro con l'altro: se lo cambiava continuamente di piede, così da non ferirsi molto con le pietre della strada. Appena arrivò a casa, la zia vide che il nipote aveva perduto uno dei sandali e lo minacciò: se non fosse riuscito a recuperarlo entro il mattino seguente, sarebbe stato castigato severamente. José andò a letto impaurito, poiché conosceva i castighi che la zia gli dava di tanto in tanto. Tremò tutta la notte, a stento riuscì a conciliare il sonno, e quando stava quasi per riuscire ad addormentarsi, udì molte voci nel salotto. La zia irruppe  nella sua camera, domandandogli che cosa era accaduto. Ancora intontito, José andò nella sala e vide che il sandalo che aveva lasciato al bambino era lì in mezzo alla stanza, sommerso da giocattoli di ogni tipo, biciclette, skateboard, abiti. I vicini gridavano, dicendo che i loro figli erano stati derubati, che non avevano trovato niente nelle loro calze quando si erano svegliati. Fu in quel momento che il prete della chiesa in cui avevano assistito alla messa comparve ansimante: sulla soglia della cappella era apparsa la statua di un Gesù Bambino vestito d'oro, ma con ai piedi un solo sandalo. Immediatamente, si fece silenzio: la comunità rese lodi a Dio e ai suoi miracoli, la zia scoppiò a piangere e chiese perdono. E il cuore di José fu pervaso dalla 

Gioia e dal  significato dell'Amore.